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– Gennaio 2024 –

a cura di Filippo Capurro

LA PRONUNCIA

Cass. 09/01/2024 n. 741 ord.

IL PERIMETRO

La specifica questione riguarda l’efficacia determinativa esclusiva del motivo ritorsivo, che si ritiene non potersi affermare di per sé, solo a causa della inidoneità causale dell’addebito per difetto di proporzionalità, pur essendosi accertata la commissione dell’illecito disciplinare.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 18, comma 1, L. 300/1970.
Art. 2, comma 1, d.lgs. 23/2015.

I “PASSAGGI” SALIENTI

Si legge nella pronuncia:
“23. Da tali premesse discende che, poiché il licenziamento per ritorsione costituisce la reazione a un comportamento legittimo del lavoratore, ove il potere di recesso esercitato a fronte di una condotta inadempiente di rilievo disciplinare, la concreta valutazione di gravità dell’addebito nel senso della sproporzione della sanzione espulsiva, se pure può avere rilievo presuntivo, non può tuttavia portare a giudicare automaticamente ritorsivo il licenziamento, occorrendo, perché il motivo illecito possa assurgere a fattore unico e determinate, che la ragione addotta e comprovata risulti meramente formale o apparente o sia, comunque, tale, per le concrete circostanze di fatto o per la modestissima rilevanza disciplinare, da degradare a semplice pretesto per l’intimazione del licenziamento, sì che questo risulti non solo sproporzionato ma volutamente punitivo.
24. In tema di licenziamento nullo, il carattere unico e determinante del motivo ritorsivo non può desumersi unicamente dalla mancata integrazione, per difetto dì proporzionalità, dei parametri normativi della giusta causa, ma è necessario che la prova presuntiva poggi su elementi ulteriori, come l’elevato grado di sproporzione della sanzione espulsiva, anche rispetto alla scala valoriale espressa dalla contrattazione collettiva, idonei a giustificare la collocazione dell’atto datoriale nella sfera della illiceità, anziché in quella della illegittimità.”

OSSERVAZIONI

La pronuncia è di grande interesse perché aiuta a comprendere che attribuire efficacia determinativa esclusiva al motivo ritorsivo solo a causa della inidoneità dell’addebito per difetto di proporzionalità a integrare una giusta causa di licenziamento, porta a confondere e sovrapporre la categoria della nullità con quella della illegittimità del recesso. 

PRECEDENTI

Tra le diverse pronunce sul motivo ritorsivo Cass. 27/01/2022 n. 2414 ord. affronta la sua distinzione rispetto a quello discriminatorio, che invece non deve essere esclusivo per rilevare.