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Cass. 19 gennaio 2015 n. 776

Legittimo il licenziamento del dipendente postale che ha riportato una condanna per estorsione e usura per fatti estranei al lavoro.

Nel caso di specie la Suprema Corte ha ribaltato il giudizio della Corte d’Appello, sancendo che i reati di estorsione e usura possono interrompere il vincolo fiduciario tra datore e lavoratore.

Secondo i giudici di legittimità, infatti, “anche una mansione illecita, contraria all’esercizio delle mansioni del lavoratore subordinato può avere un rilievo disciplinare poiché il lavoro è assoggettato non solo all’obbligo di rendere la prestazione, bensì anche agli obblighi accessori di comportamento extralavorativo, tale da non ledere né gli interessi morali e patrimoniali del datore di lavoro né la fiducia che, in diversa misura e in diversa forma, lega le parti di un rapporto di durata”: ne consegue l’accoglimento del ricorso del datore di lavoro, per la rottura del “legame fiduciario” e del “connesso requisito di affidabilità che sta alla base di un rapporto di lavoro costituito per l’espletamento di un servizio pubblico, ancorché in regime privatistico”.