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– Gennaio 2024 –

a cura di Filippo Capurro

LA PRONUNCIA

Cass. 01/09/2023 n. 25603 ord.

IL PERIMETRO

Il tema riguarda la risarcibilità di danni ulteriori emersi in epoca successiva ad una transazione riguardante un infortunio sul lavoro. In particolare si ha riguardo alla necessità della loro non prevedibilità al momento della sottoscrizione dell’accordo conciliativo. 

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 2113 c.c.; Art. 2697 c.c.; Art. 2087 c.c.; D.lgs. 81/2008.

I “PASSAGGI” SALIENTI

Si legge nella pronuncia:

“Soprattutto va chiarito ed evidenziato che sono infondate le censure che prospettano la violazione dell’art. 2697 c.c. ed il malgoverno dell’onere della prova, atteso che ai fini della domanda di risarcimento dei danni manifestatesi dopo una transazione sul medesimo fatto, l’imprevedibilità dei danni futuri deve ritenersi requisito costitutivo della domanda e come tale deve essere allegato e provato in entrambe le sue componenti (l’aggravamento e l’imprevedibilità al momento della liquidazione) da parte di chi agisce in giudizio invocando il superamento della normale efficacia preclusiva della transazione sullo stesso fatto.
(…)
Non rileva infine neppure l’obiezione secondo cui ponendo a carico dell’attore di provare l’ imprevedibile dell’aggravamento si finirebbe in tal modo ad addossare all’attore l’onere della prova della prova negativa, atteso che, come  questa Corte ha affermato, in plurime occasioni, l’onere probatorio gravante, a norma dell’art. 2697 c.c., su chi intende far valere in giudizio un diritto, ovvero su chi eccepisce la modifica o l’estinzione del diritto da altri vantato, non subisce deroga neanche quando abbia ad oggetto “fatti negativi”, in quanto la negatività dei fatti oggetto della prova non esclude nè inverte il relativo onere, tanto più se l’applicazione di tale regola dia luogo ad un risultato coerente con quello derivante dal principio dellariferibilità o vicinanza o disponibilità dei mezzi di prova, riconducibile all’art. 24 Cost. e al divieto di interpretare la legge in modo da rendere impossibile o troppo difficile l’esercizio dell’azione in giudizio. Tuttavia, non essendo possibile la materiale dimostrazione di un fatto non avvenuto, la relativa prova può essere data mediante dimostrazione di uno specifico fatto positivo contrario, o anche mediante presunzioni dalle quali possa desumersi il fatto negativo.”

PRECEDENTI

Sugli oneri probatori Cass. 14/07/2022 n. 22244 ord.; Cass. 22/04/2022 n. 12910 ord. e Cass. 22/03/2021 n. 8018 ord.