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– Febbraio 2024 –

a cura di Filippo Capurro

LA PRONUNCIA

Trib. Milano 16/01/2024 est. Capelli

IL PERIMETRO

Alcuni concetti sul contratto preliminare di lavoro che a volte viene anche chiamato “lettera di intenti”.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Artt. 1329, 1331 e 1453 c.c.

I “PASSAGGI” SALIENTI

Si legge nella pronuncia:
“Ciò premesso va chiarito che la lettera di impegno all’assunzione è una scrittura privata riconducibile, se sottoscritta da entrambe le parti, alla fattispecie del contratto preliminare. Tale atto infatti può essere di due tipi: vincolante solamente per il datore di lavoro che la sottoscrive, oppure sottoscritta sia dal datore di lavoro che dal lavoratore e dunque vincolante per entrambi.
Si utilizza quella del primo tipo quando si intende lasciare il lavoratore libero di scegliere se impegnarsi o meno all’assunzione del nuovo incarico. In questo caso si tratta di un semplice atto unilaterale del datore di lavoro che offre un posto di lavoro. Il riferimento normativo in questo caso potrebbe essere l’articolo 1331 del codice civile il quale stabilisce che “Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l’altra abbia facoltà di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli effetti previsti dall’articolo 1329”.
Il secondo tipo coincide con un vero e proprio negozio bilaterale fra le parti che si vincolano a concludere un accordo entro una certa data. In questo caso il contratto è sottoposto a una condizione sospensiva. L’accordo è la futura assunzione del lavoratore il quale, con il contratto preliminare, si vincola ad assumersi l’impegno.
(…)
Alla data di assunzione il contratto preliminare si risolve dando spazio alla stipulazione di un nuovo contratto che sarà quello di lavoro vero e proprio.
(…)
Nel caso di preliminare di assunzione come regola generale quando il datore di lavoro non rispetta l’impegno si ha un inadempimento contrattuale. Da questo sorge il diritto della parte lesa di chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 1453 del codice civile.
La norma afferma inoltre “salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno“.
Nel caso di specie tuttavia la società di lavoro ha inviato formale revoca della proposta (…).
Tale revoca è legittima, poiché in presenza di un grave inadempimento del lavoratore, (consistito come si dirà infra nell’aver omesso circostanze importanti in ordine al rapporto di lavoro con la ex datrice (…) la società legittimamente non è addivenuta alla stipula del contratto di assunzione.
Il lavoratore, infatti, ha violato l’obbligo di buonafede e correttezza, omettendo in fase di trattative circostanze molto significative relative al proprio rapporto con la precedente datrice di lavoro  (…).

PRECEDENTI

Trib. Forlì 21/03/2023 est. Mascini, sulla clausola penale per il dirigente che non prende servizio, anche se previsto un periodo di prova.