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Cass. 15 maggio 2014, n. 10662

Essendo solo sufficiente che la contestazione degli addebiti disciplinari consenta al lavoratore incolpato di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa in sede disciplinare, è pienamente ammissibile la contestazione per relationem mediante il richiamo ad atti del procedimento penale instaurato a carico del lavoratore per fatti e comportamenti rilevanti anche ai fini disciplinari, ove le accuse formulate in sede penale siano a conoscenza dell’interessato, perché, anche in tali ipotesi, risultano rispettati i principi di correttezza e garanzia del contraddittorio. 

La Suprema Corte di Cassazione ha giudicato pienamente legittimo il licenziamento ai danni di una dipendente di un istituto bancario, poiché era emerso che la medesima faceva parte di un’organizzazione delittuosa a danno dei clienti: dalla sentenza del procedimento penale era infatti emerso il carattere reiterato, oltre che illecito, della condotta, la gravità degli abusi ed il consistente danno patrimoniale cagionato alla banca, in relazione alla posizione professionale della lavoratrice, che richiedeva un elevato grado di affidabilità e fiducia.