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– a cura di Filippo Capurro e Angelo Beretta  – Ottobre 2021 –

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 21/10/2021 n. 146 (c.d.“Decreto Fiscale”) recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”.

Illustriamo di seguito le principali misure in materia di lavoro.

(1) AMMORTIZZATORI SOCIALI

[Art. 11 “Ulteriori disposizioni in  materia  di  trattamenti  di  integrazione salariale”]

FIS e CIGd

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di assegno ordinario del FIS e di CIG in deroga per una durata massima di 13 settimane nel periodo tra il 01/10/2021 e il 31/12/2021.

CIGO imprese tessili 

I datori di lavoro che operano nei settori dell’industria tessile e della conciatura (identificate con i codici Ateco 13, 14 e 15), in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di CIGO per un periodo di 9 settimane nel periodo tra il 01/10/2021 e il 31/12/2021.

In entrambi i casi (FIS e CIGd da un lato e CIGO dall’altro), la domanda può essere presentata esclusivamente per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto.

Non è dovuto alcun contributo addizionale.

E’ previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS in alternativa rispetto all’anticipazione da parte del datore di lavoro.  In caso di pagamento diretto da parte dell’INPS, il datore di lavoro è tenuto a inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale nei seguenti termini:

(i) entro la fine del mese successivo a quello in cui e’ collocato il periodo di integrazione  salariale;

(ii) oppure, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall’adozione del provvedimento di concessione.

In sede di prima applicazione (ad esempio per le richieste relative al mese di ottobre 2021) i termini sopra menzionati sono spostati al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto (quindi 30/11/2021), se tale ultima data è posteriore a quella menzionata sub. (i).

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Sia le tredici settimane che le nove verranno concesse dall’Istituto a condizione che siano state completamente autorizzate sia le precedenti ventotto settimane (FIS e cassa in deroga) che il periodo di diciassette settimane (settore tessile “allargato”), e comunque solo dopo il decorso del menzionato periodo autorizzato.

La presentazione delle istanze avverrà in via telematica e, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello nel quale ha avuto inizio la sospensione o la riduzione di orario. In fase di prima applicazione (ad esempio per le richieste che riguardano il mese di ottobre 2021) il termine di decadenza di cui al presente comma e’ fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto (quindi 30 novembre 2021).

La norma nulla dice relativamente alla fase di informazione e di consultazione sindacale che resta del tutto uguale a quella dei precedenti provvedimenti.

l’INPS monitorerà la spesa che, per il 2021, non potrà superare determinati massimali.

I datori di lavoro che presentano domanda non possono avviare procedure di licenziamento (individuale o collettivo) né procedere con licenziamenti per motivi oggettivi, con conseguente sospensione delle procedure ex art. 7, per tutta la durata della fruizione del trattamento di integrazione salariale, ferme le eccezioni già in essere (personale interessato da cambio di appalto con riassunzione, cessazione definitiva dell’attività dell’impresa in cui non vi sia alcuna cessione di complesso di beni o attività che possano essere configurate come trasferimento d’azienda o di ramo; accordo collettivo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto; fallimento senza esercizio provvisorio dell’impresa) (comma 7).

 

(2) CONGEDI COVID-19

[Art. 9 “ Congedi parentali”]

Fino al 31/12/2021 

ll lavoratore dipendente che sia genitore di figlio convivente:

  • minore di anni 14;
  • o di figli con disabilità in situazione di gravità accertata a prescindere dall’età degli stessi

può astenersi dal lavoro alternativamente all’altro genitore, per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata:

  • della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio (DAD), nonché della chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale frequentati dai figli disabili;
  • dell’infezione da SARS-CoV-2 del figlio;
  • della quarantena del figlio disposta dall’ASL.

Il congedo può essere fruito in forma giornaliera od oraria ed è collegato ad un’indennità pari al 50% della retribuzione, con copertura da contribuzione figurativa.

I periodi di congedo parentale già fruiti dai genitori a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022 ai sensi di legge (d.Lgs. 151/2001) possono, su domanda, essere convertiti in congedo Covid-19.

In caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, nelle menzionate situazioni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha il diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità, né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Per i giorni in cui un genitore fruisce del congedo oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire del medesimo congedo, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle stesse misure.

 

(3) INDENNITA’ DI MALATTIA PER QUARANTENA

[Art. 8, comma 1, lett. c]

E’ previsto il rifinanziamento dell’indennità di malattia per quarantena.

In particolare, dal 31/01/2020 fino al 31/12/2021, i datori di lavoro del settore privato iscritti alle gestioni dell’INPS, con esclusione dei datori di lavoro domestico, hanno diritto a un rimborso forfettario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’indennità a carico dell’Istituto.

Il rimborso una tantum è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile.

Il rimborso erogato dall’INPS è pari a € 600,00 per lavoratore, previa presentazione da parte del datore di lavoro di apposita domanda. 

In tal caso l’INPS, nell’effettuare i controlli a campione sulle dichiarazioni prodotte dai datori di lavoro, è autorizzato all’acquisizione e al trattamento dei dati sensibili contenuti nelle certificazioni mediche e nella documentazione sanitaria dei lavoratori interessati.

 

(4) SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO A TERMINE

[Art. 11, comma 15]

Viene soppresso il termine del 31/12/2021 per l’impiego a termine del personale somministrato, dipendente a tempo indeterminato di Agenzie del Lavoro.

Più precisamente la nuova norma prevede che “All’articolo 31, comma 1, del  decreto  legislativo  15  giugno

2015, n. 81, il quinto periodo e’ soppresso.”.

A sua volta gli ultimi due periodi dell’art. 31, D.Lgs. n. 81/2015 (c.d. TU dei contratti).

“Nel caso in cui il contratto di somministrazione tra l’agenzia di somministrazione e l’utilizzatore sia a tempo determinato l’utilizzatore può impiegare in missione, per periodi superiori a ventiquattro mesi anche non continuativi, il medesimo lavoratore somministrato, per il quale l’agenzia di somministrazione abbia comunicato all’utilizzatore l’assunzione a tempo indeterminato, senza che ciò determini in capo all’utilizzatore stesso la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il lavoratore somministrato.

La disposizione di cui al periodo precedente ha efficacia fino al 31 dicembre 2021.”

Quest’ultima frase viene appunto eliminata.

 

(5) CONTRASTO LAVORO IRREGOLARE E SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

[Art. 13 “Disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”]

Viene previsto un potenziamento delle attività di contrasto del lavoro irregolare e della tutela della salute e sicurezza sul lavoro mediante.

Potenziamenti delle strutture ispettive

E’ previsto:

  • incremento dell’organico dell’INL di 1.024 nuovi ispettori e dell’Arma dei Carabinieri in relazione al personale dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro per 90 unità;
  • estensione delle competenze dell’INL per la vigilanza in materia di salute e sicurezza su tutti i luoghi di lavoro, in coordinamento con le ASL;
  • estensione del sistema informativo tramite la finalizzazione del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), costituzione di una banca dati alimentata dagli organi di vigilanza e dedicata alle sanzioni irrogate nell’ambito dei controlli sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e apertura da parte dell’INAIL all’INL e alle ASL delle proprie banche dati relative alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati.

Sospensione dell’attività imprenditoriale

Il decreto riduce poi la soglia per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni sul lavoro irregolare: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.

Viene eliminata la condizione della “recidiva” ai fini dell’adozione del provvedimento che verrà subito applicato a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento cautelare, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione (con comunicazione all’ANAC e al Ministero delle infrastrutture).

Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a 6 mesi nell’ipotesi di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da € 2.500 a € 6.400 nell’ipotesi di lavoro irregolare.

Viene infine inasprito il regime sanzionatorio.

In caso di sospensione, condizione per la ripresa dell’attività (oltre al ripristino delle regolari condizioni di lavoro) è necessario provvedere al pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione, con raddoppio in caso di recidiva nell’ultimo quinquennio secondo lo schema seguente (che sostituisce l’All. I del d.Lgs. 81/2008).