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Cass. 23 gennaio 2015 n. 1246

È licenziabile senza preavviso per insubordinazione il dipendente che durante una lite aggredisce verbalmente e non il datore.

Nel caso di specie la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un lavoratore, licenziato per “grave infrazione alla disciplina e alla diligenza del lavoro con ricorso a vie di fatto”: a seguito di un “diverbio litigioso” con il suo superiore, infatti, il dipendente era stato licenziato in tronco per le gravi offese e minacce (“ti spacco il…“, “ti ammazzo“, “vieni fuori se hai il coraggio“) rivolte durante il cambio del turno, poiché si rifiutava di seguire le direttive ricevute.

Secondo i giudici di legittimità, il comportamento in questione è sussumibile nella sanzione, prevista dal contratto collettivo di riferimento, del “licenziamento per punizione”, che prevede che “nel provvedimento di licenziamento senza preavviso incorre il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro, che provochi all’Azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento di lavoro, azioni delittuose a termini di legge e a titolo esemplificativo considera sia l’insubordinazione verso superiori sia il diverbio litigioso seguito da vie di fatto e/o rissa nello stabilimento”: ne consegue la correttezza della decisione della Corte d’Appello e, conseguentemente, il rigetto del ricorso.